Viene da piangere, quasi come per Ibra (per gli amanti del genere eccovi un pezzo sull’argomento) La rassegna stampa post Gran premio di Spagna regala solo lacrime per i ferraristi. Un po’ di noia per i trionfi di Max e tanta preoccupazione rossa. Sprofondo Rosso è il titolo più duro, ma anche il più realistico. La cosa curiosa è che arriva dalla Stampa, il quotidiano di famiglia…
Notate come il dominio di Max abbia praticamente espulso la Formula1 dalle prime pagine dei quotidiani sportivi italiani.









Ecco la rassegna con il contributo di http://www.loslalom.it
Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Per la Ferrari doveva essere il bivio della stagione, si era lavorato mesi per anticipare aggiornamenti tecnici non previsti, ma la deviazione ha portato in un vicolo cieco. Leclerc ha dato la colpa a un misterioso guasto, ieri smontando mezza vettura (e sostituendo il retrotreno con uno nuovo, e cambiando parti del motore ibrido) non è stato trovato. Le indagini continueranno a Maranello nei prossimi giorni, resta il sospetto che a provocare il disastro siano stati un mix fra il coefficiente di difficoltà di guida del mezzo e la frustrazione di un pilota che a inizio anno era partito per vincere il Mondiale, sostenendo la rivoluzione Vasseur. Anche il team principal ormai è finito nel frullatore, come quelli che l’hanno preceduto. Sta scoprendo quanto sia difficile mettere ordine al caos e si aggrappa ai guai altrui”.
Alessandra Retico, Repubblica: “Referto impietoso, Barcellona, per la rossa. La pista che non mente sullo stato di salute delle F1, emette una diagnosi di recidiva: la SF-23 continua a manifestare sintomi contrastanti e inspiegabili, veloce in qualifica e gambero in gara. La cura delle pance e del fondo nuovi per sterzare la stagione, non funziona”.
Stefano Mancini, la Stampa: “È la fine delle illusioni e delle promesse. I tecnici di Maranello hanno atteso la settima gara dell’anno per montare un pacchetto di novità che avrebbe dovuto risolvere i pesanti deficit della SF-23. E invece nulla è cambiato. La macchina ha continuato a ben figurare in qualifica (con l’eccezione di Leclerc, frenato da un guasto misterioso) e a perdersi in gara. Il Montmelò è il circuito più usato nei test. Contiene tutte le caratteristiche che poi si trovano sulle altre piste: se una monoposto va forte qui, può vincere dappertutto, è uno slogan della F1. La Ferrari deve fare i conti con una vettura che resiste ai trattamenti, ai set up, alle modifiche aerodinamiche. E che perde terreno. Il contrario della Mercedes: la casa tedesca ha abbandonato un’idea di vettura che si è dimostrata inefficace ed è tornata a un concetto più tradizionale. Il tentativo è riuscito”
Gianluca Gasparini, la Gazzetta dello sport: “Agli uomini della rossa non sembra mancare la buona volontà, ma la visione d’insieme. In Australia, a Baku, ora in Spagna, in più occasioni abbiamo scritto di nuovi fondi, nuove ali, nuove fiancate, pezzi che arrivavano e poi sparivano, ognuno a voler vedere beffardamente fine a se stesso. E allora urge ribadire, senza nulla togliere ai talenti ingegneristici presenti in quel di Maranello, che è più che mai necessario qualcuno in grado di indicare una direzione e avere un pensiero di lunga gittata. Una figura che finora la Ferrari non ha trovato, dandosi sì da fare ma a quanto pare in modo un po’ sconnesso. Invece servono calma e lucidità, per identificare la persona giusta e strapparla alla concorrenza. Insieme, magari, ad altri nomi di sostanza. Alla svelta. E, ci sia perdonata la brutalità, pagando quel che c’è da pagare. Perché, arrivati ormai (è chiaro) al sedicesimo anno di digiuno iridato, la Ferrari deve porsi una domanda fondamentale: è sufficiente esserci, in F.1, o il successo rientra ancora nei desideri e nelle ambizioni della scuderia più vincente della storia?”
Mauro Coppini, Corriere dello Sport-Stadio: “La Formula 1 è una cosa seria. Non si fanno miracoli ma piuttosto occorre mettere insieme sintesi ed analisi. Guardare il computer ma accarezzare il cervello. Perché quando l’elettronica sarà in grado di rispondere ad ogni domanda quello che importa e che farà la differenza, sarà fare le domande giuste. Gli “enfant prodige” non hanno nulla a che fare con la Formula 1. Non a caso Adrian Newey, anni 61 e Fernando Alonso, anni 41, centodue anni in due, sono quelli che fanno della Formula 1 una cosa seria. In mancanza di leadership meglio lasciare la pista e ritirarsi in quella cava dove lo spot pubblicitario ha collocato uno Charles Leclerc capace di risolvere un problema complesso che aveva bloccato un monumentale autocarro facendo ricorso a “sicurezza, precisione, velocità”. Proprio quello che manca alla sua Ferrari che, parole sue, era “impossibile da capire”.
Fabio Tavelli, il Foglio: “In questo momento Mercedes è davanti ad Aston Martin con la ragionevole speranza di poter provare a vincere una gara se e quando Max Verstappen dovesse avere un passaggio a vuoto. Che Mercedes e Aston Martin possano contestare qualche vittoria alle Red Bull è prima di tutto interesse della Federazione e di Liberty Media. Perché siamo ai primi di giugno, manca ancora una vita alla fine della stagione e se le scuderie inglesi non creano un po’ di bagarre sarà durissima convincere la gente ad andare agli autodromi o guardare le gare in tv”.
Umberto Zapelloni, il Giornale: “Chiudiamola qui. Diamo il terzo mondiale a Max e ripartiamo da zero. Il Mondiale 2023 era segnato dalla prima gara. Adesso sta diventando noioso tanto è grande il dominio della Red Bull, almeno di quella guidata da super Max arrivato alla 40esima vittoria in carriera, a una sola dal mito Senna. Verstappen che aveva cominciato a vincere proprio qui a Barcellona nel 2016 ormai non si ferma più, è in testa da 153 giri di fila e fa esattamente quello che vuole in pista. Quando si è preso una bandiera bianconera per aver superato due volte i limiti della pista non ha fatto una piega, si è preso anche il punticino del giro veloce restando perfettamente nei limiti. Ha chiuso con più di 24” sulla Mercedes di Hamilton e con 32” su quella di Russell. Due Mercedes sul podio, pur approfittando dell’errore di Perez in qualifica, quest’anno non si erano ancora viste.


